Liberi professionisti: come pagare meno tasse con la partita IVA

Xolo
Autore Xolo
Scritto da 04 aprile, 2022

Sei un lavoratore autonomo alle prese con il calcolo delle tasse per comparare le entrate e le uscite economiche? Non hai ancora aperto la partita IVA e ti stai chiedendo se è la strada adatta, considerando la quantità di tasse da pagare? Sei un freelance o una ditta individuale che aderisce al regime fiscale forfettario e stai cercando di capire come pagare meno tasse e risparmiare un po’ sui costi di gestione della partita IVA? Questo è l’articolo che fa per te!

Naturalmente non troverai indicazioni o trucchetti per pagare meno del dovuto o suggerimenti per aggirare la Legge ed eludere il fisco, ma potrai trovare un elenco di agevolazioni e informazioni utili per risparmiare e rendere più leggera e gestibile la tua partita IVA e la tua attività da freelance!

 

Come ridurre la tassazione sulla partita IVA: il regime forfettario

 

Le tasse, si sa, nella gestione di un’attività da libero professionista o freelance, sono una parte consistente delle spese: per evitare di restare schiacciati da questo peso, si possono trovare delle modalità – assolutamente legali e previste dalle normative in vigore – per pagare meno tasse, a patto di avere i requisiti necessari per potervi accedere. 

La possibilità più evidente per ridurre notevolmente la tassazione della partita IVAdi un lavoratore freelance è quella di aderire al regime fiscale forfettario, introdotto in Italia dalla Legge 190 del 2014, detto anche agevolato proprio per i diversi vantaggi che comporta rispetto al regime ordinario. Vediamoli insieme: 

  • Il principale di questi vantaggi riguarda senza dubbio la tassazione, che viene per l’appunto forfettizzata al 15%, un’aliquota fissa per tutti che non viene applicata sul fatturato complessivo ma soltanto sul reddito imponibile che, per le attività di tipo professionale, è del 78% (ogni attività ha il proprio coefficiente di redditività in base al quale effettuare il calcolo del reddito imponibile). All’interno dell’aliquota al 15% sono compresi in un unico forfait fisso i tributi Irpef e i tributi addizionali: per fare un esempio, nel regime ordinario, invece, l’aliquota più bassa che si può pagare è del 23%!
  • Un altro aspetto che garantisce un abbattimento dei costi, all’interno del regime forfettario, è la franchigia IVA, cioè l’esonero rispetto all’applicazione dell’IVA ai prezzi proposti nel proprio tariffario, avendo così la possibilità di essere concorrenziali rispetto ai competitors del proprio settore.
  • Altri vantaggi del regime forfettario, che indirettamente contribuiscono ad alleggerire i costi di gestione della partita IVA, sono l’esonero dalla contabilità, dunque la possibilità di eliminare i registri contabili conservando solo le fatture emesse, e l’esonero da altri adempimenti ai quali sono invece sottoposti i titolari di partita IVA in regime ordinario, come ad esempio, la dichiarazione IVA, la presentazione degli indici sintetici di affidabilità (ISA), dall’esterometro, ecc.

 

Come ridurre la tassazione sulla partita IVA: il regime forfettario agevolato per le start up

 

Ma non è finita qui! C’è un modo che consente di ridurre ulteriormente la tassazione, abbassando l’aliquota dal 15% addirittura al 5% del reddito imponibile: questo avviene nel caso di apertura di una start up per i primi cinque anni di vita dell’attività, a patto di essere in possesso di alcuni specifici prerequisiti e di mantenerli per tutti i primi cinque anni.

Vediamo insieme quali sono i requisiti necessari per poter accedere al regime fiscale forfettario con l’aliquota al 15% e al regime forfettario agevolato con l’aliquota al 5%.

 

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I requisiti per accedere al regime fiscale forfettario

 

Aderire al regime fiscale forfettario e avere il vantaggio di pagare meno tasse, però, non è un’opzione percorribile da parte di tutti i lavoratori freelance titolari di partita IVA: ci sono alcuni requisiti che è necessario avere per poter accedere alle agevolazioni. Questi sono i principali:

  • essere un libero professionista o una ditta individuale o al massimo familiare, dunque esercitare una attività di impresa, arte o professione
  • avere un fatturato lordo totale annuo che non ecceda il limite massimo di 65.000 €
  • spendere per l’eventuale personale dipendente e per le altre spese accessorie non oltre i 20.000 € complessivi in un anno 
  • risiedere fiscalmente in Italia (o in uno Stato dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che rispetti le norme di trasparenza delle comunicazioni in materia fiscale, a patto che almeno il 75% del reddito dell’attività venga prodotto all’interno del territorio italiano)

 

Ci sono inoltre altri specifici requisiti che riguardano il tipo di attività che si intraprende (alcune infatti restano escluse dal regime forfettario), il datore di lavoro nei due anni precedenti, lo stipendio eventualmente percepito come lavoratore dipendente nell’anno precedente e altri requisiti puntuali: per approfondire questo argomento leggi l’articolo dedicato (link). Non ci sono invece limitazioni a livello temporale: fino a che si mantengono tutti i requisiti necessari si rimane all’interno del regime forfettario.

Ci sono altri tre ulteriori che si vanno ad aggiungere ai precedenti per rientrare nel regime forfettario previsto per le start up con l’aliquota al 5% per i primi cinque anni: 

  • il libero professionista / ditta individuale che intende aprire una partita IVA in regime agevolato deve iniziare la propria attività da zero, essa non può essere un prosieguo di una stessa o simile attività già svolta in precedenza (a questo requisito fanno eccezione le attività di praticantato previste ad esempio per gli avvocati e i medici)
  • il libero professionista che intende aprire una partita IVA in regime agevolato non deve aver svolto attività professionali, artistiche o di impresa nei tre anni precedenti all’apertura della start up, nemmeno in forma associata o familiare
  • il libero professionista che eventualmente prosegue l’attività altrui deve accertarsi che il precedente soggetto non abbia ecceduto il tetto massimo dei 65.000 € di fatturato annuo 

 

Anche in questo caso, rispetto ai requisiti necessari per accedere al regime forfettario agevolato per le start up, esistono clausole e regole specifiche che possono essere approfondite nell’articolo dedicato (link).

 

Come pagare meno tasse: l’IVA nel regime fiscale ordinario semplificato

 

Se invece, per uno dei motivi sopra citati, non hai i requisiti per aderire al regime forfettario, entrerai in quello ordinario: anche in questo caso, però, seppur la tassazione sia più alta, ci sono alcuni modi per avere la possibilità di ridurre i costi come freelance o ditta individuale. 

In particolare, poiché nel regime fiscale ordinario non c’è la franchigia IVA, il titolare della partita IVA deve sì pagare l’IVA sui propri servizi offerti / beni venduti, ma può anche recuperarla dalle proprie spese. Per questo, seguendo il principio di inerenza e prudenza, esistono alcuni costi totalmente deducibili e altri parzialmente deducibili: sono quelle spese realmente sostenute dal libero professionista, effettuate per la propria attività e adeguatamente documentate (deve essere riportato il numero di partita IVA su tutti gli scontrini e le fatture).

I costi totalmente deducibili (al 100%) sono: 

  • le spese per gli acquisti di materiale da cancelleria
  • le spese per gli acquisti di marche da bollo e altri valori bollati
  • le spese per gli acquisti di corsi di aggiornamento
  • le spese per gli acquisti di libri e riviste professionali
  • le spese relative al lavoro (autonomo o dipendente) occasionale
  • le spese per gli acquisti di beni necessari allo svolgimento dell’attività professionale

 

I costi parzialmente deducibili, poiché considerati ibridi, sostenuti sia per l’attività professionale che a livello personale dal lavoratore freelance, sono:

  • le spese dell’autovettura (manutenzione, carburante, pedaggi autostradali), deducibili al 20%
  • le spese per l’acquisto e l’utilizzo dei telefoni cellulari, deducibili all’80%
  • le spese di trasferte di lavoro dei professionisti (costo di hotel e ristoranti): deducibili al 75% a patto che i costi annui totali non eccedano il 2% del compenso percepito
  • le spese legate all’abitazione se questa è usata anche come ufficio-uso promiscuo (affitto, acquisto e spese di gestione): deducibili al 50%
  • le spese dei professionisti legate a viaggi turistici, feste, inaugurazioni, fiere, ricevimenti, mostre ed eventi svolti per attività promozionali direttamente collegate alla propria attività professionale, a patto che essi rientrino nella soglia dell’1% dei compensi totali percepiti.

 

Come pagare meno tasse con la partita IVA? Rivolgiti a Xolo!

 

Abbiamo visto in questo articolo alcuni modi, assolutamente consentiti dalla Legge, di pagare meno tasse e di limitare le spese sostenute per la propria attività professionale svolta con la partita IVA: dal regime forfettario al regime agevolato per le start up fino ai costi totalmente o parzialmente deducibili per i professionisti / ditte individuali in regime ordinario semplificato. Resta comunque difficile orientarsi nel mondo dei liberi professionisti senza venire schiacciati dagli oneri fiscali: per scoprire se hai la possibilità di pagare meno tasse e risparmiare un po’ di denaro, affidati agli esperti di Xolo! Potremo analizzare nel dettaglio la tua situazione e trovare tutte le soluzioni ideali per te!

 

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