Come calcolare le tasse in Regime Forfettario

Xolo
Autore Xolo
Scritto da 13 gennaio, 2022

Il regime forfettario è quel regime fiscale agevolato che dal 2015 sostituisce il regime dei minimi. I lavoratori autonomi che vogliono accedervi devono soddisfare alcuni requisiti, primo tra cui non superare i 65.000 € annui di ricavi. Il regime forfettario offre molti vantaggi, in particolare una notevole riduzione della tassazione. Scopriamo insieme, allora, come calcolare le tasse in regime forfettario e come procedere per i contributi INPS.

La tassa prevista nel regime forfettario viene chiamata imposta sostitutiva e racchiude tutte le tasse del regime ordinario (IRAP, IRPEF e tasse addizionali comunali e regionali). L’imposta sostitutiva è molto conveniente, perché va dal 5% al 15%, e dovrà essere applicata al solo reddito imponibile netto. Cos’è, però, il reddito imponibile e come si calcolano le tasse? Facciamo chiarezza.

Reddito imponibile e coefficiente di redditività per calcolare le tasse

Per sapere quante tasse pagare su un determinato guadagno, come prima cosa è necessario calcolare il reddito imponibile, cioè quella parte di guadagno su cui applicare l’imposta sostitutiva. 

Nel regime forfettario, infatti, non si sottraggono le spese realmente sostenute durante lo svolgimento dell’attività, ma viene calcolata una cifra di “spese forfettarie” in base al coefficiente di redditività di ciascuna attività professionale.

Cos’è il coefficiente di redditività? È un coefficiente che varia in base alla categoria di attività ed è associato a un codice ATECO con cui vengono classificate tutte le attività economiche. 

Esso è stato stabilito per ciascuna attività dall’Agenzia delle Entrate. Ecco un breve elenco dei principali coefficienti di redditività, per tutti gli altri è possibile consultare la tabella pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale:

  • attività professionali, scientifiche, sanitarie, tecniche, d'istruzione, servizi assicurativi e finanziari: coefficiente di redditività del 78%;
  • attività di commercio al dettaglio e all’ingrosso: coefficiente di redditività del 40%;
  • attività di costruzioni e immobiliari: coefficiente di redditività dell’86%.

 

Una volta stabilito il proprio coefficiente di redditività, per calcolare le tasse da pagare in regime forfettario è prima necessario calcolare correttamente il reddito imponibile considerando il principio di cassa e non quello di competenza. Ciò significa che bisogna considerare solo i guadagni incassati nell'anno d’imposta: per esempio, se il pagamento di un’attività svolta a fine anno verrà incassato l’anno successivo, quel ricavo non andrà considerato nel reddito imponibile di quest’anno (o meglio, di questo periodo d’imposta), ma nel successivo.

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Il conteggio delle tasse nel regime forfettario

Adesso, con il coefficiente di redditività e il totale dei ricavi, è possibile calcolare il reddito imponibile. È sufficiente moltiplicare il totale dei ricavi dell’anno fiscale di riferimento per il coefficiente di redditività stabilito, e si otterrà il reddito imponibile lordo, cioè quello su cui bisogna pagare le tasse (dopo aver tolto i contributi). 

Facciamo un esempio: se il totale dei guadagni è 40.000 € e il coefficiente di redditività è il 78%, moltiplicando tra loro questi fattori si ottengono 31.200 €, cioè il reddito imponibile. Il restante 22% rappresenta invece le spese forfettarie della propria attività professionale, sulle quali non vengono calcolate le tasse.

Per calcolare le tasse da pagare è necessario fare un ultimo passaggio: sottrarre i contributi previdenziali pagati dal reddito imponibile lordo (calcolato sopra), per ottenere il reddito imponibile netto.

Come calcolare i contributi INPS nel regime forfettario

Il calcolo dei contributi previdenziali da versare dipende dall’attività di riferimento. Per semplificare, si può dire che:

  • coloro che possiedono una ditta individuale devono iscriversi alla gestione IVS artigiani e commercianti: in questo caso è prevista una cifra fissa di contributi pari a 3.836,16 € su un minimale di reddito di 15.953,00 € da pagare in 4 rate. Se il reddito supera il minimale stabilito, si procede applicando l'aliquota pari al 24% sulla parte di reddito eccedente il minimale;
  • coloro che sono liberi professionisti devono iscriversi alla cassa di riferimento della propria attività (es. degli architetti, degli psicologi, ecc.), in cui sono stati stabiliti dei contributi fissi, o iscriversi alla gestione separata se non è prevista una cassa specifica. In quest’ultimo caso, i contributi da versare corrispondono al 25,98% dei ricavi.

Come calcolare le tasse dal reddito imponibile netto

Ora che sono stati calcolati i contributi, è necessario sottrarre questa cifra dal reddito imponibile lordo per ottenere il reddito imponibile netto su cui calcolare le tasse.

Per continuare con l’esempio precedente, ipotizzando che il libero professionista sia iscritto alla gestione separata, avrà un totale di contributi versati pari a 8.106 € (25,98% x 31.200). Togliendo questa cifra dai 31.200 € di reddito imponibile si ottengono 23.094 €, cioè il reddito imponibile netto.

A questo punto per calcolare le tasse basterà moltiplicare l’imponibile per l’aliquota sostitutiva di cui abbiamo parlato all’inizio, cioè il 5% o il 15%: il 5% viene applicato per i primi cinque anni di attività di una start-up, il 15% dal sesto e per tutti coloro che non aprono una start-up. 

Per concludere l’esempio, bisogna moltiplicare il 15% per il reddito imponibile, cioè 23.094 €: le tasse da pagare per l’anno di riferimento saranno dunque 3.464,10 €.

Hai ancora dei dubbi? Abbiamo visto come calcolare le tasse nel regime forfettario considerando il reddito imponibile, il coefficiente di redditività e i contributi: per non sbagliare nel calcolo delle tasse, iscriviti a Xolo!

Più informazioni: www.xolo.io/it-it 

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