Come diventare freelance

Xolo
Autore Xolo
Scritto da 13 gennaio, 2022

Ti sei mai chiesto come diventare freelance in Italia? Scopriamo insieme quali sono gli step necessari per avviare una carriera come lavoratore autonomo, cosa significa lavorare in autonomia e quali sono gli accorgimenti e le buone pratiche da mettere in atto per costruire la propria carriera al meglio.

Cosa significa lavorare in modo indipendente?

Un freelance è un lavoratore autonomo che può offrire le proprie prestazioni a più committenti. Si tratta di una figura professionale sempre più diffusa, per svariate ragioni: 

  • la sempre maggiore liquidità del mercato del lavoro, in cui il posto fisso non è più garantito sempre e comunque, come accadeva fino a venti o trent’anni fa; 
  • la crescente necessità di flessibilità, per cui il freelance può scegliere – almeno fino a una certa misura e in base al settore in cui opera – orari, sedi e modalità di lavoro; 
  • la possibilità di gestirsi autonomamente anche a livello fiscale, con l’apertura di una partita IVA.

 

Un’altra specifica molto importante per definirsi freelance consiste nel tipo di lavoro che si svolge: questa figura professionale, infatti, offre un servizio di carattere squisitamente intellettuale. Rientrano dunque in questa categoria professioni come il copywriter, il giornalista, il ghost writer, il web designer, il grafico o il fotografo. Idraulici, elettricisti, falegnami, imbianchini o parrucchieri, invece, pur essendo anch’essi lavoratori autonomi a tutti gli effetti, non sono considerati freelance, ma piuttosto artigiani o titolari di una ditta individuale.

Come diventare freelance in Italia?

La procedura per diventare freelance nel nostro Paese è, in realtà, molto semplice. La prima cosa da fare è inquadrare correttamente la propria attività sul piano fiscale, attraverso l’apertura di una partita IVA. La domanda può essere inoltrata direttamente all’agenzia delle entrate, ma visto che occorre compiere scelte importanti in sede di apertura della partita IVA, come quella relativa al codice ATECO (che identifica il tipo di attività svolta) o al regime da adottare (ordinario o forfettario), è consigliabile farsi assistere da un professionista qualificato per quanto riguarda l’iter burocratico da compiere.

Un altro passaggio molto importante è iscriversi all’INPS per poter versare regolarmente i contributi pensionistici. Generalmente, i freelance si iscrivono alla gestione separata, un fondo dell’INPS previsto per i lavoratori autonomi e diverso quindi da quelli per i dipendenti.

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Contratti e costi dei freelance

Una volta espletati gli oneri burocratici, è possibile dare il via ufficialmente alla propria attività indipendente. A questo proposito, per tutelarsi maggiormente si può stipulare un contratto per freelance: pur non essendo obbligatorio, un documento scritto può rivelarsi molto utile per evitare incomprensioni o dubbi tra il lavoratore e i propri committenti e per definire il compenso da versare a fronte delle prestazioni ricevute. Tra i contratti più comuni per i freelance ricordiamo, per esempio, quello di fornitura di servizio e quello di realizzazione d’opera.

Per quanto riguarda, invece, l’aspetto relativo ai costi, diventare freelance è un percorso che non comporta oneri eccessivi dal punto di vista economico. 

Questi professionisti possono infatti beneficiare del regime forfettario, una tipologia di partita IVA che garantisce agevolazioni fiscali per chi inizia una nuova attività e presenta un reddito fino a 65.000 euro l’anno, con un’imposta del 5% per i primi 5 anni, che sale al 15% a partire dal sesto anno. I freelance che aderiscono al regime forfettario, inoltre, hanno meno adempimenti contabili, come l’esenzione dall’IVA; quindi, anche farsi assistere da un commercialista per la gestione dell’attività risulta essere nel complesso meno oneroso rispetto ad altre categorie di lavoratori autonomi.

Accorgimenti preliminari per diventare freelance

Abbiamo visto che, a livello pratico, diventare freelance è una procedura piuttosto semplice. Tuttavia, per avviare una carriera con un minimo di sicurezza, è necessario muoversi per tempo e con lungimiranza. Per questo, nel periodo antecedente alla data in cui si pensa di iniziare la propria attività, è bene mettere in atto alcuni accorgimenti utili, tra cui per esempio calcolare le spese mensili che si dovrebbero sostenere (anche per capire quali compensi chiedere ai committenti), fare ricerche di mercato, per individuare quali sono i competitor con cui ci si deve confrontare e per valutare il target di pubblico cui rivolgersi e, infine, rafforzare il personal branding. 

A questo proposito, sono diverse le attività da svolgere, dall’apertura di un sito web professionale alla sponsorizzazione del proprio account social, dalla pubblicità tradizionale (per esempio su emittenti radio locali o sulla carta stampata) alla partecipazione a eventi del settore.

 

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Più informazioni: www.xolo.io/it-it 

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