Start up e regime forfettario: tutto quello che c'è da sapere prima di lanciarsi in quest'avventura!

Xolo
Autore Xolo
Scritto da 04 aprile, 2022

Hai un’idea brillante per aprire una start up ma temi che i costi di gestione e le spese connesse siano troppo alti? Hai paura di essere soffocato da tasse pesantissime proprio all’inizio del tuo nuovo percorso imprenditoriale? Niente paura: al fine di promuovere la nascita di nuove attività economiche sul territorio italiano, lo Stato ha previsto infatti alcune importanti agevolazioni per i liberi professionisti e ditte individuali che desiderano aprire una start up, essendo titolari di partita IVA (passaggio obbligatorio per poter svolgere l’attività in modo regolare, per farsi promozione e per poter operare correttamente) e aderendo all’apposito regime fiscale forfettario pensato proprio per le start up: in questo articolo proviamo a vedere insieme quali sono i requisiti che è necessario avere, quali vantaggi si possono ottenere e, in generale, tutto quello che c’è da sapere sulle start up in regime forfettario, detto anche “agevolato” proprio per via dei notevoli benefici che comporta in termini economici.

 

Che cos’è il regime forfettario, che cos’è il regime agevolato e come si integra con le start up

 

Che cos’è il regime forfettario?

Partiamo dall’inizio: che cos’è il regime forfettario? Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato, introdotto in Italia con la Legge di stabilità del 2016 e destinato ai lavoratori freelance titolari di partita IVA il cui fatturato lordo annuale rimane entro il limite fissato di 65.000 €. Esistono diversi requisiti per accedervi e diversi vantaggi, tra cui il principale è che l’aliquota è soltanto il 15%, valore appunto forfettario, del reddito imponibile

Regime forfettario agevolato per start up

Nel caso di chi decide di aprire una start up avvalendosi del regime forfettario, inoltre, c’è un’ulteriore fortissima agevolazione: per i primi cinque anni a partire dal momento in cui viene aperta la partita IVA, questa aliquota è ulteriormente ridotta: soltanto il 5% del reddito imponibile, proprio per sgravare i piccoli imprenditori da pesanti tassazioni e costi all’avvio della propria start up! Dopo i primi cinque anni si passerà alla tassazione del 15%, e verranno mantenute tutte le agevolazioni del regime forfettario tradizionale come la semplificazione della contabilità, la franchigia IVA e altri benefici che vedremo meglio nei prossimi paragrafi.

Non tutti i titolari di partita IVA, però, hanno la possibilità di aderire a questo regime fiscale agevolato: vediamo quali sono gli specifici requisiti per farne richiesta, stabiliti dalla Legge n. 190 del 23 dicembre 2014 e successive modifiche.

 

I requisiti per accedere al regime forfettario agevolato per start up

 

Innanzitutto, bisogna tenere in considerazione tutti i requisiti validi per l’accesso al regime forfettario “tradizionale”: i principali sono i seguenti:

  • è necessario aprire una partita IVA individuale
  • il tetto massimo dei ricavi annuali è fissato a 65.000 € lordi
  • è necessario essere residenti in Italia, oppure in un Paese facente parte dell’Unione Europea o in un altro Stato che garantisca uno scambio di informazioni adeguato, a patto che, in ogni caso, almeno il 75% del reddito venga prodotto in territorio italiano
  • non bisogna aderire contemporaneamente ad altri regimi speciali IVA
  • non bisogna esercitare in via esclusiva le attività di cessione di terreni edificabili, di fabbricati o di mezzi di trasporto nuovi o altre specifiche attività che si possono trovare elencate sul sito dell’Agenzia delle Entrate tramite la circolare n. 10 del 2016, e che essenzialmente si possono ricondurre ai seguenti ambiti: vendita di tabacchi, commercio di fiammiferi, attività di pesca e di agricoltura, editoria, giochi e intrattenimento, vendita a domicilio, vendita di rottami, vendita di beni usati, antiquariato, aste e collezionismo, rivenditori di documenti di trasporto pubblico, agenzie di viaggi e altre attività del settore del turismo, attività legate alla gestione della pubblica telefonia
  • non bisogna possedere quote di partecipazione a imprese familiari o a società di persone
  • non bisogna controllare associazioni in partecipazioni o società a responsabilità limitata (s.r.l.) e la partita IVA non può essere utilizzata per attività ad esse riconducibili 
  • non bisogna aver percepito, nelle due annualità precedenti, un reddito da lavoro dipendente da parte degli stessi soggetti per cui ora si esercita in modo prevalente l’attività con partita IVA

Inoltre, per evitare che chi è titolare di una partita IVA già ben avviata possa chiuderla e riaprirla al solo scopo di ottenere le agevolazioni del regime forfettario destinato alle start up (5%), per accedere a questi ulteriori vantaggi sono stati posti altri tre specifici requisiti ancora più restrittivi:

  • la nuova attività per cui si chiede di accedere al regime forfettario start up non può essere solo la continuazione della analoga attività svolta in precedenza (sia da dipendente che da libero professionista o ditta individuale), cioè essenzialmente non deve essere svolta nello stesso luogo e per gli stessi clienti; l’unica deroga a questa regola è per chi ha svolto il praticantato obbligatorio previsto da alcuni ordini professionali – per esempio i medici, gli avvocati, i notai, etc.
  • colui che aderisce al regime forfettario start up non può aver svolto alcuna attività di tipo artistico, professionale o di impresa nei tre anni precedenti al momento dell’apertura della nuova partita IVA, nemmeno in forma familiare o associata. Attenzione: in questo caso non bisogna prendere in considerazione l’anno come periodo di imposta, ma il calcolo dei tre anni parte dalla data nella quale si intende accedere al regime forfettario start up. Inoltre, il solo fatto di aver aperto la partita IVA nei tre anni precedenti, a patto di non averla mai utilizzata, non implica l’esclusione da questo regime agevolato
  • si può proseguire l’attività altrui, cioè di un altro soggetto, a patto che egli non abbia superato la soglia dei 65.000 € di ricavi annui con la sua attività

 

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Regime forfettario e start up: altri fattori da tenere in considerazione

 

Ci sono alcune ulteriori informazioni da tenere in considerazione quando si sceglie di aderire al regime forfettario agevolato per le start up.

Ad esempio, cosa succede se il fatturato annuo della start up supera il limite imposto dei 65.000 € in uno dei suoi primi cinque anni di vita? Non si viene esclusi dal regime forfettario nell’anno in corso, quello in cui avviene il superamento della soglia, ma l’anno successivo, entrando dunque nel regime fiscale ordinario. Se però nel corso degli anni successivi il fatturato torna sotto il limite dei 65.000 € si può nuovamente rientrare nel regime forfettario.

Oppure, un’altra domanda frequente è: che cosa succede allo scadere dei cinque anni dalla data di apertura della partita IVA? Semplicemente, si entra nel regime forfettario “tradizionale”, che prevede la tassazione del 15% sul reddito imponibile, e non quella appunto agevolata del 5%.

Un’ultima considerazione da tenere presente: le start up che usufruiscono dei vantaggi del regime fiscale forfettario agevolato restano però escluse dalle detrazioni fiscali che sono invece previste per le attività delle partite IVA che aderiscono al regime ordinario, come ad esempio la detrazione delle spese mediche e sanitarie, le detrazioni per i minori o per altri familiari a carico, le detrazioni dei costi di sistemazione dei locali dove si svolge l’attività e altre agevolazioni di questo tipo. 

 

Altri vantaggi del regime forfettario per le start up

 

Oltre all’enorme agevolazione della tassazione (come abbiamo visto, del 15% per il regime forfettario normale e del 5% per quello agevolato per le start up), questo tipo di regime fiscale presenta altri importanti benefici, che non sono presenti nel regime ordinario. Tra questi, ad esempio annoveriamo:

  • la franchigia IVA (imposta sul valore aggiunto), cioè la possibilità di non applicare l’IVA ai prezzi del proprio tariffario, riuscendo così a mantenersi più competitivi rispetto a chi, nel regime ordinario, ha invece l’obbligo di applicare l’IVA
  • l’esonero dalla ritenuta d’acconto sui compensi, dall’IRAP, dall’IRPEF, dall’addizionale comunale e regionale e dalla presentazione della dichiarazione ISA
  • semplificazione della contabilità: non c’è infatti l’obbligo di tenere i libri IVA ed è prevista in generale la semplificazione e la riduzione dei registri contabili

 

Se vuoi aprire una start up aderendo al regime forfettario agevolato, affidati a Xolo!


Sappiamo che in questo periodo di incertezza moltissimi giovani (ma anche meno giovani!) coltivano il sogno di aprire una propria attività, una start up la cui attività possa migliorare la propria vita e quella degli altri: allo stesso tempo, purtroppo, non è sempre facile districarsi tra i grovigli di leggi e tassazioni che regolano questo settore, e la possibilità di errore è sempre dietro l’angolo. Ma non preoccuparti! Se sei un freelance e desideri aprire una start up, affidati agli esperti di Xolo per qualsiasi domanda in merito all’apertura della partita IVA e all’adesione al regime forfettario agevolato pensato per le start up, e non avrai più alcun pensiero.

 

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