ISCRO 2023: Bonus partita IVA, scopri cos’è e come ottenerlo

Xolo
Autore Xolo
Scritto da 17 gennaio, 2023

Negli ultimi anni, la particolare congiuntura economica, legata in larga parte alla pandemia da Covid-19, ha travolto tutti con le pesantissime conseguenze, mettendo in ginocchio grandi aziende così come freelance e liberi professionisti. I dipendenti delle imprese che sono state costrette a fermarsi hanno potuto in molti casi usufruire della cassa integrazione, ma fortunatamente anche per i liberi professionisti sono stati messi in campo dei sostegni ad hoc da parte dello Stato.

Per far fronte a questa situazione di emergenza, tramite la Legge di bilancio del 2021 n.178 è stato veicolato un particolare bonus destinato ai lavoratori freelance e ai liberi professionisti con partita IVA, noto appunto come “bonus delle partite IVA”, il cui nome corretto è in realtà ISCRO – sigla che sta per Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale Operativa e che è stato prorogato anche per il 2022 e il 2023, proprio per dare un supporto ai lavoratori indipendenti alle prese con le difficoltà economiche causate in particolare dalla pandemia. 

Ma che cos’è questo bonus? A quanto ammonta il sostegno, a chi spetta e quali sono i requisiti per ottenerlo? In questo articolo proviamo a fare un po’ di chiarezza sulle ultime notizie inerenti il bonus partite IVA!

 

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Che cos’è il bonus ISCRO per le partite IVA

Il bonus ISCRO, stabilito dalla Legge di bilancio del 2021, le cui principali misure sono state poi riassunte nella Circolare INPS n.28 del 17 gennaio 2021, è un particolare tipo di sostegno che viene erogato a tutti i liberi professionisti iscritti alla gestione separata INPS che soddisfano alcuni specifici requisiti (li vedremo nel paragrafo successivo) e che costituisce una vera e propria alternativa alla cassa integrazione percepita dai dipendenti, considerato che è un contributo a fondo perduto che non viene erogato dall’Agenzia delle Entrate ma dall’INPS

Prima di passare in rassegna i requisiti e le modalità di invio della domanda, è bene ricordare che la normativa che regola il lavoro autonomo è l’articolo 53 del TUIR  (Testo Unico delle Imposte sul Reddito) del 22/12/1986 n. 917: qui viene esplicitato che si può considerare come reddito da lavoro autonomo il guadagno proveniente dall’esercizio di arti e professioni ovvero l’esercizio abituale, anche non esclusivo, di un’attività diversa da quelle di impresa.

 

Come si calcola l’importo del bonus partita IVA

L’importo erogato può variare indicativamente tra i 200 € e gli 800 € mensili, a seconda dei requisiti del beneficiario e dell’innalzamento dei prezzi al consumo. La circolare INPS n. 26 del 16 febbraio 2022 ha fissato infatti l’importo minimo mensile per il 2022 a 254,75 (nel 2021 era 250 euro) e l’importo massimo a 815,20 euro (nel 2021 era 800 euro). Se un lavoratore freelance non arriva alla cifra minima o supera il tetto massimo, avrà comunque diritto a ricevere un corrispettivo di 200 € al mese nel primo caso o di 800 € nel secondo caso.

La durata complessiva del sostegno è di 6 mesi a partire dal giorno successivo all’inoltro della domanda. In tal modo, i freelance potranno ottenere in 6 mesi un contributo totale che oscillerà tra i 1.200 € e i 4.800 €.

L’indennità di sostegno corrisponderà al 25% del reddito complessivo certificato dell’anno precedente, cioè a un quarto di quanto guadagnato come lavoratore autonomo.

Non tutti i liberi professionisti hanno però diritto alla richiesta del bonus ISCRO: vediamo quali sono i requisiti necessari per ottenerlo.

 

Come richiedere il bonus partite IVA 2023 (ISCRO)? Tutti i requisiti per fare domanda

Prima di introdurre le modalità e i requisiti di accesso è opportuno ricordare che,  come lo stesso INPS riporta nel messaggio 7 aprile 2022, n. 1569, l’accesso alla prestazione ISCRO è ammesso una sola volta nel triennio 2021, 2022 e 2023. Dunque, non potranno accedere all’indennità ISCRO per l’anno 2023 coloro che hanno già fruito della medesima prestazione per l’anno 2021 o per l’anno 2022.

Come anticipato, non tutti i lavoratori freelance e i liberi professionisti possono ottenere il bonus ISCRO: bisogna essere in possesso di specifici requisiti per poter inoltrare la domanda e ricevere il sostegno economico. Se anche solo una di queste caratteristiche non viene rispettata, la domanda non potrà essere accolta. Per quanto riguarda il 2023, le modalità di accesso rimangono le stesse della misura dello scorso anno

Nel dettaglio, questi i requisiti che il libero professionista che inoltra la richiesta per il bonus ISCRO:

  • deve essere un lavoratore autonomo (anche detto libero professionista o freelance). 
  • deve essere iscritto alla gestione separata INPS
  • deve essere titolare di partita IVA da almeno 4 anni dalla data della domanda: l’ISCRO infatti non è attivabile per le partite IVA aperte più recentemente e la richiesta non può essere accolta se non risulta comunicata la dichiarazione dei redditi certificata all’Agenzia delle Entrate nei 4 anni precedenti a quello di presentazione della domanda
  • non deve percepire il reddito di cittadinanza
  • non deve essere titolare del trattamento pensionistico diretto
  • non deve percepire alcun tipo di indennità di disoccupazione come la NASpI e la DIS-COLL
  • non deve avere all’attivo cariche politiche e/o cariche elettive ricompensate in qualunque modo che non sia il gettone di presenza
  • deve essere in regola con il versamento della contribuzione previdenziale obbligatoria degli anni precedenti
  • deve avere dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito inferiore del 50% rispetto alla media dei redditi delle tre annualità precedenti, e comunque non superiore a 8.299,27 euro, come stabilito dalla circolare INPS n. 26 del 16 febbraio 2022 (quindi per il 2023 si tratterà del reddito 2022). La soglia viene annualmente rivalutata sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati rispetto all’anno precedente (nel 2021 era pari a 8.145 euro). Tale limite in ogni caso non prende in considerazione eventuali altri redditi percepiti, come quello, per esempio, derivante da partecipazione in impresa oppure da lavoro dipendente.

 

Infine, è bene ricordare che l’erogazione del bonus ISCRO:

  • è cumulabile e compatibile con l’assegno ordinario di invalidità, previsto dalla Legge 12 giugno 1984, n. 222
  • si accompagna alla partecipazione dei beneficiari a percorsi di aggiornamento professionale. Tali percorsi sono stati stabiliti dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, insieme al Ministero dell’Economia e delle finanze, attraverso il Decreto attuativo firmato il 24 marzo 2022. Il monitoraggio relativo al corretto adempimento di queste disposizioni è affidato all’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro – Anpal

 



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Liberi professionisti e bonus partite IVA: un esempio pratico per capire come calcolare l’importo

Se non siete certi di aver compreso bene il meccanismo di funzionamento del bonus ISCRO per le partite IVA, niente paura! Proviamo insieme a fare un esempio pratico per capire meglio di cosa stiamo parlando.

Prendiamo ad esempio il caso di Antonio, lavoratore freelance titolare di partita IVA da oltre 4 anni che nell’ultimo anno ha percepito un reddito totale di 6.000 €: per calcolare a quanto ammonterà il bonus ISCRO che gli è destinato, è necessario dividere a metà il reddito annuale (poiché l’ISCRO è calcolato su base semestrale, dunque 6.000 / 2 = 3.000), per poi moltiplicare questo risultato per il 25% (dal momento che il bonus, come abbiamo visto, costituisce un quarto del reddito annuo, dunque 3.000 x 25% = 750). Ciò significa che il nostro Antonio percepirà 750 € al mese per sei mesi di bonus partita IVA, per un totale di 4.500 €.

 

Il bonus partite IVA (ISCRO): come fare richiesta

Il fatto che il bonus ISCRO destinato ai liberi professionisti titolari di partite IVA venga erogato dall’INPS, come accennavamo, non è di certo un fatto secondario: questo implica, infatti, che sia destinato solamente a quei lavoratori freelance che siano iscritti alla gestione separata INPS (e non ad altre eventuali casse di previdenza sociale). 

La domanda per richiedere il bonus partita IVA è inoltrabile soltanto a tramite il sito dell’INPS 

  • per via telematica utilizzando il portale web dell’istituto, identificandosi attraverso un sistema di riconoscimento digitale come lo Spid, la carta d'identità elettronica (CIE) o la carta nazionale dei servizi (CNS). 
  • per via telefonica, tramite il Contact Center integrato INPS, chiamando gratis il numero verde 803 164 da rete fissa, o chiamando il numero 06 164164 da rete mobile, a pagamento con tariffa variabile a seconda del proprio operatore.
  • mediante patronati e intermediari autorizzati, con l’aiuto gratuito di un patronato o di un altro intermediario autorizzato.

 

 

Per tutto ciò che riguarda la tua partita IVA, affidati a Xolo!

Il mondo delle partite IVA, dei freelance e dei liberi professionisti è certamente molto affascinante e presenta diversi vantaggi rispetto a quello dei dipendenti, primo tra tutti la libertà di gestire il proprio lavoro secondo modalità e tempi diversi e che meglio si adattano allo stile di vita del lavoratore. Senza dubbio, però, è un universo spesso difficile da comprendere in particolare per quanto riguarda i meccanismi economici e fiscali che lo regolano: tra fatture, moduli F24, casse previdenziali, tasse e leggi che cambiano di frequente non è sempre facile orientarsi e il rischio di errore è sempre dietro l’angolo! 

Ma non temere, c’è Xolo qui per te. Affidati ai professionisti di Xolo per tutto ciò che riguarda la gestione e le domande sulla tua partita IVA e non avrai più la preoccupazione di sbagliare: Xolo penserà ad ogni cosa al posto tuo!

 

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