Bonus partita IVA 2022 (ISCRO) scopriamo insieme che cos’è, a chi spetta e come ottenerlo

Xolo
Autore Xolo
Scritto da 04 aprile, 2022

Coloro che hanno scelto la carriera da freelance anziché da dipendente, si sa, spesso hanno a che fare con una sensazione di instabilità legata al mondo del lavoro. La pandemia da Covid-19 negli ultimi due anni, in particolare, ha travolto tutti con le pesantissime conseguenze dal punto di vista economico, oltre che sanitario e sociale, mettendo in ginocchio grandi aziende così come giovani freelance. I dipendenti delle imprese che sono state costrette a fermarsi hanno ottenuto la cassa integrazione nel corso dei mesi in cui non hanno potuto lavorare, ma anche per i liberi professionisti sono stati messi in campo dei sostegni ad hoc da parte dello Stato: nonostante questo, purtroppo, si stima che circa 300.000 lavoratori con partita IVA abbiano dovuto chiudere la loro attività solo negli ultimi 24 mesi, un numero molto alto considerando che i freelance presenti in Italia costituiscono il 15% delle persone che lavorano. 

Per far fronte a questa terribile situazione, tramite la Legge di bilancio del 2021 è stato veicolato un particolare bonus destinato ai lavoratori freelance e ai liberi professionisti con partita IVA, noto appunto come “bonus delle partite IVA”, il cui nome corretto è in realtà ISCRO – sigla che sta per Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale Operativa e che è stato prorogato anche per il 2022 e il 2023, proprio per dare un supporto ai lavoratori indipendenti alle prese con le difficoltà causate in particolare dalla pandemia. 

Ma che cos’è questo bonus? Quanto denaro prevede, a chi spetta e quali sono i requisiti per ottenerlo? In questo articolo proviamo a fare un po’ di chiarezza sulle ultime notizie inerenti il bonus partite IVA!

 

Che cos’è il bonus ISCRO per le partite IVA

Il bonus ISCRO, stabilito dalla Legge di bilancio del 2021, è un particolare tipo di sostegno che viene erogato a tutti i liberi professionisti iscritti alla gestione separata INPS che soddisfano alcuni specifici requisiti (li vedremo nel paragrafo successivo) e che costituisce una vera e propria alternativa alla cassa integrazione percepita dai dipendenti, considerato che è un contributo a fondo perduto che non viene erogato dall’Agenzia delle Entrate ma dall’INPS. 

Il bonus ISCRO, pensato per i lavoratori freelance e i liberi professionisti che sono in difficoltà economiche anche a causa della pandemia, prevede l’erogazione del corrispettivo di sei mensilità di contributo in base alla perdita economica degli ultimi 12 mesi. 

 

Come si calcola l’importo del bonus partita IVA

Al momento è noto che si può richiedere questo sostegno una sola volta nei tre anni, entro il 31 ottobre 2022 per questa annualità ed entro il 31 ottobre 2023 per il prossimo anno. L’importo erogato può variare tra i 250 € e gli 800 € mensili: se un lavoratore freelance non arriva alla cifra minima o supera il tetto massimo, avrà comunque diritto a ricevere un corrispettivo di 250 € al mese nel primo caso o di 800 € nel secondo caso.

Il bonus partita IVA ha la durata complessiva di 6 mesi a partire dal giorno successivo all’inoltro della domanda, che deve essere presentata in via telematica all’INPS. In questo modo, i freelance potranno ottenere in 6 mesi un contributo totale che varia tra i 1.500 € e i 4.800 €.

Poiché il bonus ISCRO viene erogato su base semestrale, esso corrisponderà al 25% del reddito complessivo dell’anno precedente, cioè a un quarto di quanto guadagnato come lavoratore autonomo.

Non tutti i liberi professionisti hanno però diritto alla richiesta del bonus ISCRO: vediamo quali sono i requisiti necessari per ottenerlo.

 

Come richiedere il bonus partite IVA 2022 (ISCRO)? Tutti i requisiti per fare domanda

Non tutti i lavoratori freelance e i liberi professionisti, però, possono ottenere il bonus ISCRO: bisogna essere in possesso di specifici requisiti per poter inoltrare la domanda e ricevere il sostegno economico. Se anche solo una di queste caratteristiche non viene rispettata, la domanda non potrà essere accolta. Nel dettaglio, questi sono i requisiti che il libero professionista che inoltra la richiesta per il bonus ISCRO deve avere:

  • deve essere un lavoratore autonomo (anche detto libero professionista o freelance)
  • deve avere aperto la propria attività, e di conseguenza la partita IVA per la quale si chiede il bonus, da almeno 4 anni dalla data della domanda: l’ISCRO infatti non è attivabile per le partite IVA aperte più recentemente
  • non deve percepire il reddito di cittadinanza
  • non deve essere titolare del trattamento pensionistico diretto
  • non deve percepire alcun tipo di indennità di disoccupazione come la NASpI e la DIS-COLL
  • non deve avere all’attivo cariche politiche e/o cariche elettive ricompensate in qualunque modo che non sia il gettone di presenza
  • deve essere in regola con il versamento della contribuzione previdenziale obbligatoria degli anni precedenti
  • deve avere avuto un reddito, nell’anno precedente, inferiore del 50% rispetto alla media dei redditi delle tre annualità precedenti, e comunque esso non deve essere al di sopra di 8.145 € (limite che non prende in considerazione eventuali altri redditi percepiti come quello, per esempio, derivante da partecipazione in impresa oppure da lavoro dipendente)
  • deve essere in possesso della CIE (carta d'identità elettronica) oppure della CNS (carta nazionale dei servizi) o dello SPID (sistema pubblico di identità digitale) per poter inoltrare la domanda via telematica sul sito dell’INPS
  • deve essere iscritto alla gestione separata INPS

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Liberi professionisti e bonus partite IVA: un esempio pratico per capire come calcolare l’importo

Se non siete certi di aver compreso bene il meccanismo di funzionamento del bonus ISCRO per le partite IVA, niente paura! Proviamo insieme a fare un esempio pratico per capire meglio di cosa stiamo parlando.

Prendiamo ad esempio il caso di Antonio, lavoratore freelance titolare di partita IVA da oltre 4 anni che nell’ultimo anno ha percepito un reddito totale di 6.000 €: per calcolare a quanto ammonterà il bonus ISCRO che gli è destinato, è necessario dividere a metà il reddito annuale (poiché l’ISCRO è calcolato su base semestrale, dunque 6.000 / 2 = 3.000), per poi moltiplicare questo risultato per il 25% (dal momento che il bonus, come abbiamo visto, costituisce un quarto del reddito annuo, dunque 3.000 x 25% = 750). Ciò significa che il nostro Antonio percepirà 750 € al mese per sei mesi di bonus partita IVA, per un totale di 4.500 €.

 

Il bonus partite IVA (ISCRO) e l’INPS

Il fatto che il bonus ISCRO destinato ai liberi professionisti titolari di partite IVA venga erogato dall’INPS, come accennavamo, non è di certo un fatto secondario: questo implica, infatti, che sia destinato solamente a quei lavoratori freelance che siano iscritti alla gestione separata INPS (e non ad altre eventuali casse di previdenza sociale). Proprio per questo, la domanda per richiedere il bonus partita IVA è inoltrabile soltanto tramite il sito dell’INPS in via telematica utilizzando un sistema di riconoscimento digitale come lo Spid, la carta d'identità elettronica (Cie) o la carta nazionale dei servizi (Cns). Se un freelance non dovesse avere la possibilità di procedere in questo modo, sarebbe anche in realtà possibile fare richiesta del bonus ISCRO per via telefonica, chiamando il numero a pagamento 06 164164 da rete mobile oppure il numero gratuito 803 164 da rete fissa – nonostante l’INPS abbia esplicitamente sconsigliato questa seconda opzione a favore della prima, attraverso il sito dell’INPS.

Inoltre, è bene ricordare che la normativa che regola il lavoro autonomo è l’articolo 53 del TUIR – acronimo che sta per Testo Unico delle Imposte sui Redditi di cui al d.p.r. 917/1986: qui viene esplicitato che si può considerare come reddito da lavoro autonomo il guadagno che proviene dall’esercizio di arti e professioni ovvero l’esercizio abituale, anche non esclusivo, di un’attività diversa da quelle di impresa.

 

Per tutto ciò che riguarda la tua partita IVA, affidati a Xolo!

Il mondo delle partite IVA, dei freelance e dei liberi professionisti è certamente molto affascinante e presenta diversi vantaggi rispetto a quello dei dipendenti, primo tra tutti la libertà di gestire il proprio lavoro secondo modalità e tempi diversi e che meglio si adattano allo stile di vita del lavoratore. Senza dubbio, però, è un universo spesso difficile da comprendere in particolare per quanto riguarda i meccanismi economici e fiscali che lo regolano: tra fatture, moduli F24, casse previdenziali, tasse e leggi che cambiano di frequente non è sempre facile orientarsi e il rischio di errore è sempre dietro l’angolo! 

Ma non temere, c’è Xolo qui per te. Affidati ai professionisti di Xolo per tutto ciò che riguarda la gestione e le domande sulla tua partita IVA e non avrai più la preoccupazione di sbagliare: Xolo penserà ad ogni cosa al posto tuo!

 

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